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Apple contro Trump. Analizziamo le parole di Cook.

Apple a testa bassa contro l’amministrazione Trump. Cook, con una lettera indirizzata ai dipendenti, segna il netto distacco dalle recenti scelte del presidente USA.

Nella giornata di ieri, il presidente americano Donald J Trump ha firmato un ordine esecutivo con il quale, per 4 mesi, si stabilisce il divieto di ingresso negli USA ai cittadini provenienti da sette tra i principali paesi del mondo a maggioranza mussulmana.

Le reazioni non si sono fatte attendere, ed infatti nella giornata di oggi sono numerose le proteste che stanno montando in tutto il mondo. Anche il settore hi-tech ha espresso il proprio disappunto per questa certamente controversa decisione del presidente degli Stati Uniti. Da Zuckenberg a Elon Musk, sono tantissimi i top dirigenti di aziende americane che hanno criticato e non approvato le recenti scelte di Trump.

Anche Apple ha avuto modo di dire la sua su questo argomento, attraverso una lettera indirizzata ai dipendenti e scritta direttamente da Tim Cook. Il quale è ben noto che non ha certo delle grandi simpatie nei confronti del neo-eletto presidente americano.

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Avete notato lo sguardo allegro di Cook quando ha partecipato a questa riunione con Trump?

Ho avuto modo di leggere per intero questa lettera e vorrei riportarvi qui di seguito i passaggi che ritengo più significativi.

In my conversations with officials here in Washington this week, I’ve made it clear that Apple believes deeply in the importance of immigration — both to our company and to our nation’s future. Apple would not exist without immigration, let alone thrive and innovate the way we do.

Durante i miei incontri con i rappresentanti del governo a Washington questa settimana, ho chiarito che Apple crede fortemente nell’importanza dell’immigrazione, per la nostra azienda e per il futuro del nostro paese. Senza immigrazione Apple nemmeno esisterebbe.

Francamente credo che non si possa dare torto a Cook. Infatti, considerando che Steve Jobs è figlio di un immigrato Siriano, se gli fosse stato proibito di entrare negli USA…oggi Apple nemmeno esisterebbe.

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I’ve heard from many of you who are deeply concerned about the executive order issued yesterday restricting immigration from seven Muslim-majority countries. I share your concerns. It is not a policy we support.

Ho ascoltato le preoccupazioni di molti di voi circa gli ordini restrittivi, emanati nella giornata di ieri, sull’immigrazione da sette paesi mussulmani. Condivido i vostri timori. Questa non è una politica che noi supponiamo.

There are employees at Apple who are directly affected by yesterday’s immigration order. Our HR, Legal and Security teams are in contact with them, and Apple will do everything we can to support them.

Ci sono dipendenti Apple che sono stati direttamente compiti dai recenti ordini presidenziali. Con i nostri avvocati siamo in stretto contatto con loro, ed Apple farà tutto il possibile per aiutarli e fornire supporto.

Questo passo ritengo sia molto importante. L’ordine esecutivo emanato da Donald Trump ha infatti intaccato la vita quotidiana di molte persone che non hanno nulla a che fare con il terrorismo. Tra queste ci sono dipendenti di grandi aziende americane, come appunto Apple, o per esempio Tesla, Amazon etc…La situazione insomma non è certo delle più semplici.

As I’ve said many times, diversity makes our team stronger. And if there’s one thing I know about the people at Apple, it’s the depth of our empathy and support for one another. It’s as important now as it’s ever been, and it will not weaken one bit. I know I can count on all of you to make sure everyone at Apple feels welcome, respected and valued.

Apple is open. Open to everyone, no matter where they come from, which language they speak, who they love or how they worship.

Come ho avuto modo di dire molte volte, è la diversità che rende il nostro gruppo più forte. E se c’è una cosa che so sulle persone che lavorano in Apple, è la profondità dell’empatia e del supporto che ci diamo a vicenda. Questo è importante ora così come lo è sempre stato, e non dovrà cambiare mai. So che posso contare su tutti voi per far si che chiunque si senta benvenuto, rispettato e valorizzato in Apple.

Apple è aperta. Aperta a tutti, a prescindere dalla propria provenienza, dalla lingua parlata, da chi si ama o in chi si crede.

A riguardo non credo serva aggiungere altro. Ma vorrei concludere questo articolo con un video. Uno spot tv di Apple andato in onda questo Natale. Ora più che mai di attualità e dal profondo significato morale.

Voi cosa pensate di tutta questa situazione? Fatemi sapere la vostra opinione commentando l’articolo.

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Riguardo a Marco Murgia

Medico. Utente Apple e Nintendo di lunga data. Appassionato di tecnologia, film e serie tv. Admin del portale MacPost.it

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