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Apple Pay: a cosa serve e perché non vedo l’ora di usarlo

Apple Pay, il noto servizio di pagamenti contactless dell’azienda di Cupertino, è stato annunciato in Italia come ufficialmente “In Arrivo”. Il che può voler dire tutto e nulla allo stesso tempo. Risulta ovvio immaginare un imminente esordio effettivo, ma mancando una data precisa e certa, ogni giorno può essere quello buono.

Intanto i giorni passano e dell’effettiva disponibilità di Apple Pay in Italia ancora nemmeno l’ombra. L’infinita attesa che stiamo vivendo oramai da ben 3 anni, ovvero dalla presentazione ufficiale avvenuta durante il keynote Apple di iPhone 6, 6 Plus ed Apple Watch, non ha fatto altro che incrementare la mia curiosità e la voglia di usare quanto prima Apple Pay per le spese di tutti i giorni.

Apple Pay come evoluzione del portafogli

Tempo fa, a marzo 2016, vi avevo parlato di come un giornalista del noto portale americano The Verge, avesse provato a vivere un’intera giornata utilizzando Apple Watch (tramite Apple Pay) come portafoglio definitivo. Esattamente 24 ore vissute fuori casa avendo dietro con se solo ed esclusivamente lo smartwatch di Cupertino da utilizzare per ogni sorta di pagamento. Dai mezzi pubblici al pranzo, passando per caffè e acquisti personali di ogni tipo.

Quello specifico articolo aveva ulteriormente incrementato in me la voglia di poter vivere personalmente quella stessa esperienza, un qualcosa che mi riprometto di fare quando Apple Pay sarà finalmente disponibile qui in Italia. Allo stesso tempo lo prendevo come spunto per rispondere a tutte le persone (familiari e amici su tutti) che ogni giorno mi chiedevano (e continuano a farlo) a cosa serve veramente Apple Pay e se effettivamente si tratta di qualcosa di veramente utile.

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Le domande sono più che lecite e vorrei quindi spiegarvi nel dettaglio perché non vedo l’ora di usare Apple Pay e in che modo specifico lo andrei a sfruttare nella vita di tutti i giorni.

Sono una persona che odia tremendamente pagare in contanti e monete. Sono scomodi, si perdono facilmente, rendono il portafogli pesante e comportano una serie di problemi non da poco quando si va ad effettuare qualsiasi tipo di pagamento, primo tra tutti il resto. Troppe volte gli esercenti non hanno il resto esatto da restituire e tirano fuori affermazioni come questa:

Mi spiace non ho il resto…Provi al negozio accanto se le cambiano questi 10 euro

Oppure

Le devo 5 centesimi….

Apple Pay a cosa serve?

Io tendenzialmente quando posso pago sempre con il bancomat. Al supermercato, dal benzinaio, in farmacia, al panificio…ovunque. Con Apple Pay potrei fare tutto questo ma in modo più semplice, immediato e sicuro.

  • Non vi è necessità di avere dietro il portafoglio
  • La sicurezza è elevata
  • Nessun rischio di vedersi clonata la carta
  • Si evita il problema di rimanere a secco se si è in viaggio e disgraziatamente la carta si smagnetizza (cosa che mi è capitata)
  • I pagamenti sono immediati e più veloci
  • Apple Pay può essere utilizzato anche per gli acquisti online

La società Italiana è pronta per Apple Pay?

C’è solo un problema. Temo che la società Italiana, in particolare al sud dove abito, non sia ancora culturalmente pronta a questa evoluzione tecnologica. Molti esercenti hanno già i POS abilitati ma non vedono comunque di buon occhio i pagamenti elettronici con carta, figuriamoci quelli contactless con iPhone ed Apple Watch.

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Vi racconto brevemente questa esperienza vissuta mesi fa in una profumeria.

Entrato nel negozio, scelgo i miei prodotti e vado per pagare con una banconota da 20€ un importo pari a 6€. La commessa mi dice che non ha resto e mi invita a scambiare altrove i 20€. Allora io decido di pagare con il bancomat (che in negozio avevano), ma per la cifra da pagare la commessa si rifiuta di accettare questa forma di pagamento elettronico. Abbastanza arrabbiato per le circostanze venutesi a creare, mi impongo dichiarando:

O pago con carta o vado via e non compro nulla. Faccia lei

Questo per farvi capire come purtroppo ci sono moltissimi esercenti, che per motivi spesso assolutamente ingiustificabili, non accettano culturalmente l’utilizzo dei pagamenti elettronici. E dico culturalmente perché secondo me stiamo parlando proprio di un blocco mentale, un rifiuto non sensato verso l’evoluzione tecnologica dei pagamenti. Da aggiungere poi ovviamente il fatto che con i contanti evadere il fisco è facile, con i pagamenti elettronici tutto invece è tracciato…

Personalmente credo che certe mentalità vadano radicalmente cambiate, combattendo la diffidenza delle persone verso queste forme di evoluzione tecnologica. Ecco perché quando Apple Pay uscirà in Italia, cosa che a quanto pare avverrà entro il 30 aprile (mi sono giunte queste voci…), io lo userò ogni volta che ne avrò la necessità.

Voi cosa ne pensate? Fatemi sapere come sempre la vostra opinione commentando l’articolo.

Riguardo a Marco Murgia

Medico. Utente Apple e Nintendo di lunga data. Appassionato di tecnologia, film e serie tv. Admin del portale MacPost.it

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