domenica , 19 novembre 2017
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Q2 2016 Apple: analisi dei risultati

Nella giornata di ieri si è svolta la conference call per i risultati fiscali del Q2 2016. Vediamo di analizzare in maniera approfondita il significato che sta dietro alle prestazioni finanziarie registrate da Apple nel periodo compreso tra dicembre 2015 e marzo 2016.

Q2 2016 Apple: analisi dei risultati fiscali

Il Q2 è il periodo fiscale dove solitamente ogni azienda, rispetto al resto dell’anno, registra i peggiori risultati di vendita; questo è un dato appurato e conosciuto e nessuno si aspetterebbe mai di vedere un Q2 che batte un Q1 dove invece con gli acquisti per le festività di fine anno i risultati registrati sono sempre attesi come ottimali. Il Q2 quindi non va paragonato con gli altri quarti fiscali dell’anno ma va confrontato con il Q2 degli anni precedenti per avere un’idea precisa se le cose stanno andando bene o no. Parlando di questo periodo relativo al 2016 l’azienda di Cupertino già aveva annunciato che si sarebbe aspettata risultati peggiori rispetto al Q2 2015 e questo è avvenuto con i ricavi che con 50.6 miliardi di dollari sono diminuiti del 13% rispetto al Q2 2015 e le vendite di iPhone anche loro in calo del 18% nel Q2 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015.
Apple ha chiaramente specificato come questi risultati sono stati determinati da una serie di specifici e ben inquadrabili motivi tra i quali c’è da segnalare la ancora difficile situazione economica globale, la saturazione generale del mercato smartphone e i problemi relativi al cambio valuta e alla tassazione nei vari paesi del mondo che hanno determinato un calo di profitti dalla vendita dei dispositivi Apple.
Come sempre però avviene quando si parla dell’azienda di Cupertino, si tende sempre ad esagerare e ieri ho potuto constatare nei vari social network ed anche in alcuni siti specializzati del settore che dovrebbero mostrare un giudizio più imparziale e sensato, le solite scene di isteria generale con considerazioni che puntavano all’imminente fallimento e declino di Apple, con frasi che inneggiavano a Jobs come fosse il messia salvatore della patria e con considerazioni il più delle volte poco carine ed educate nei confronti di Tim Cook. Insomma, nulla di nuovo all’orizzonte. Le cose però vanno analizzate in maniera differente: nessuno nega che i risultati rispetto al passato siano peggiorati, ma da qui a parlare di fallimento e di declino c’è veramente tantissima distanza. All’interno di questi dati del Q2 2016 c’è comunque di che rallegrarsi.
Apple Music in pochissimo tempo dal suo lancio ufficiale ha già raggiunto quota 13 milioni di utenti paganti, il che è sbalorditivo se pensiamo che Spotify in molti anni di impegno nello streaming musicale sta a quota 30 milioni circa, e questo può voler dire che il potenziale di crescita di questo servizio made in Cupertino è enorme, proprio in considerazione degli ottimi risultati registrati sul breve termine.
Il tasso di passaggio ad Android è il più alto di sempre segno che l’integrazione di servizi ed hardware Apple è in grado di attrarre sempre più utenti e quindi porterà nel futuro come naturale conseguenza un aumento degli introiti.
App Store è un fenomeno di un successo disarmante, tanto che i profitti generati in questo Q2 2016 sono cresciuti di ben il 35%, mica spiccioli.
Apple Pay rispetto al 2015 è cresciuto di ben 5 volte con oltre un milione di nuovi utenti ogni settimana.
La base d’installazione di iPhone alla fine è comunque aumentata dell’80% rispetto a due anni fa.
Come potete vedere quindi, se da un lato abbiamo il comparto hardware che è leggermente in affanno per i motivi sopra descritti, anche se dobbiamo considerare che nel Q2 2016 non sono considerati i dati di vendita di iPhone SE che ha fatto registrare il sold-out, dall’altro lato il settore dei servizi Apple è in forte crescita con i profitti complessivi che in questo campo hanno raggiunto il livello record di 9.9 miliardi di dollari.
Possiamo quindi evitare di strapparci i capelli e gridare ai quattro venti che l’azienda è in via di fallimento e che il declino è inevitabile, la situazione è estremamente positiva ma è chiaro che le vendite di iPhone si devono risollevare, ed in tal senso iPhone 7 ha una grossa responsabilità sulle proprie spalle; discorso simile per iPad, che nel Q2 2016 ha avuto un ulteriore calo del 19% con 10.25 milioni di dispositivi venduti anche se, come ha riferito Cook ieri, con l’uscita dei nuovi Pro ed in particolare del modello da 9.7″, ci si aspettano per giugno i migliori risultati da due anni a questa parte e quindi siamo forse vicini a vedere la fine della crisi degli iPad che oramai dura da diverso tempo.
Voi come valutate questi risultati? Fatemi sapere la vostra opinione commentando l’articolo.

About Marco Murgia

Medico | YouTuber | Blogger e admin presso @macpost_it | Utente Apple e Nintendo di lunga data | Appassionato di tecnologia, film e serie tv

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