domenica , 19 novembre 2017
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Spotify: una farsa le assurde accuse contro Apple

Recentemente si è accesa una nuova battaglia in campo hi-tech che vede Apple accusata di comportamenti scorretti da Spotify.

Apple accusata di comportamenti scorretti da Spotify

Se la fine del 2015 e la prima metà di questo 2016 sono stati caratterizzati da una fortissima battaglia tra Apple e l’FBI, che ha monopolizzato l’attenzione della stampa specializzata del settore e non solo, i prossimi mesi potrebbero vedere il contrapporsi dell’azienda di Cupertino contro Spotify, azienda come noto impegnata da anni nel settore dello streaming musicale, che recentemente ha avuto molto da ridire sulla correttezza di alcune politiche aziendali di Apple inerenti l’App Store e il controllo sui proventi degli acquisti e degli abbonamenti in-app.

Qualche giorno fa, per la precisione il 30 di giugno, Spotify ha pubblicamente criticato Apple attraverso una lettera inviata ad un noto quotidiano americano, nella quale l’azienda di Cupertino viene accusata di comportamenti scorretti che non favoriscono una civile e corretta competizione. Entrando nello specifico della questione, Spotify si è vista ripetutamente rifiutato un aggiornamento dell’app inviato per la revisione su App Store, fatto questo che è stato visto come mezzo per incrementare le sottoscrizioni dell’abbonamento da 9,99€ del rivale Apple Music. Apple viene chiaramente e direttamente accusata di mettere il bastone tra le ruote a servizi rivali come Spotify ed altri, proprio per incrementare il successo del proprio Apple Music. Nella lettera di accusa scritta da Spotify si apprende quanto segue:

Continuano i comportamenti anticompetitivi di Apple, che utilizza le politiche di approvazione di App Store per ostacolare la strada di Spotify su iOS e favorire la crescita di Apple Music

Boom, la bordata è bella che servita. Nonostante Apple abbia recentemente cambiato le proprie politiche di gestione dei guadagni relativi agli abbonamenti a servizi esterni gestiti tramite acquisti in app, con i ricavi verso Apple che passano dal 30% al 15% se l’utente rimane abbonato per 1 anno, Spotify non sembra aver apprezzato questi cambiamenti e il recente rifiuto di un aggiornamento dell’app dedicata su App Store ha scatenato una vera bufera. Per chiarire meglio il tutto, il problema sta nel fatto che Apple permette a servizi come Spotify di utilizzare i loro sistemi di addebito ma non permette di pubblicizzarli all’interno delle app, mentre invece se si utilizzano i sistemi made in Cupertino, ad Apple vanno per il primo anno il 30% dei ricavi, dopo di che il 15% per gli anni seguenti. Sia Apple che Spotify offrono un abbonamento da 9,99€, ma Spotify se gli utenti si abbonano tramite l’app iOS, per non perdere guadagni e aggirare queste limitazioni, rincara il costo del 30%: gli ultimi aggiornamenti inviati per aggiornare l’app su App Store, avevano lo scopo di introdurre una serie di sistemi che invitassero l’utente ad abbonarsi al di fuori del controllo di iOS, aggirando così i ricavi che Apple riesce ad ottenere dagli acquisti in-app. Una chiara violazione questa delle regole di App Store che tutti gli sviluppatori sono tenuti a rispettare.

Ed infatti la risposta di Apple tramite nota ufficiale inviata a Spotify non si è fatta attendere. Qui di seguito voglio riportarvi i passaggi principali delle parole scritte dall’avvocato dell’azienda di Cupertino Bruce Sewell:

Non c’è alcun dubbio che Spotify abbia tratto un enorme giovamento dalla pubblicazione della loro app su App Store sin dal 2009, con oltre 160 milioni di download e centinaia di milioni di profitti generati. Ecco perché ci sembra molto strano che chiediate modifiche alle regole che vengono applicate e rispettate da tutti gli altri sviluppatori su App Store. Le nostre regole e linee guida aiutano la competizione, non la compromettono.

Più avanti nella lettera inviata da Apple, si entra nel dettaglio del perché l’aggiornamento di Spotify sia stato rifiutato:

Poco dopo l’invio di un nuovo aggiornamento di Spotify avvenuto il 26 maggio, il nostro team ha individuato tutta una serie di criticità tra le quali l’eliminazione degli acquisti in-app in favore di un sistema di autenticazione che aveva il chiaro intento di aggirare le regole per gli acquisti in-app stabilite da Apple e rispettate da tutti gli altri sviluppatori.

Ed ancora:

Durante una serie di colloqui intercorsi tra il nostro team e Spotify abbiamo chiaramente spiegato perché il nuovo aggiornamento dell’app violava le regole dell’App Store, e vi abbiamo quindi invitato ad effettuare le dovute correzioni. Il 10 di giugno, Spotify ha inviato un nuovo update che incorporava ancora il nuovo sistema di sottoscrizione che indirizzava gli utenti di App Store ad inviare la loro mail per essere subito contattati da Spotify. L’app è stata nuovamente rifiutata per aver cercato di aggirare le regole dell’App Store relative agli acquisti in-app.

Ora, per come la vedo io, non credo che il punto di vista di Apple sia tanto sbagliato. Le regole dell’App Store valgono per tutti, e non sono un capriccio o un dispetto indirizzato con estrema precisione solo per danneggiare Spotify in quanto rivale di Apple Music. I grossi gruppi che pubblicano le app sulla piattaforma Apple sanno quanto ci si guadagna, e certamente Spotify ne avrà tratto il proprio vantaggio, ma sanno anche quali sono le regole del gioco. Come se si pretendesse di dettare legge a casa di altri.

Voi come la pensate? Fatemi sapere la vostra opinione commentando l’articolo.

 

About Marco Murgia

Medico | YouTuber | Blogger e admin presso @macpost_it | Utente Apple e Nintendo di lunga data | Appassionato di tecnologia, film e serie tv

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